Al Politeama di Tolentino si parla di design, il 19 maggio Meet the Guru con Michele De Lucchi. Il ciclo di incontri è promosso da Design Terrae. L’evento del 19 coincide con l’ottavo anniversario del Politeama il cui progetto architettonico fu affidato allo stesso De Lucchi. Michele De Lucchi, che con Tolentino ha un rapporto stretto grazie ai molti progetti realizzati, come il Poltrona Frau Museum ed il recupero del Politeama, salirà sul palco per rispondere alle domande di Marco Romani, caporedattore di Repubblica e cultore del design.
Un ospite d’eccezione che torna proprio al Politeama nel suo ottavo anniversariodall’inaugurazione del 18 maggio 2017. In questa occasione si potrà assistere a delle attività collaterali volte a raccontare passato, presente e futuro di quello che oggi è un centro polifunzionale per le arti e la cultura.
Nella sala polivalente si svolgerà una lezione aperta di danza a cura della scuola Sfumature Danza di Daniela Marinucci; nella sala audiovisivi verrà proiettato un video della cronistoria del Politeama; nelle sale Prova/Laboratori si terrà la lezione aperta del corso Poesia e musica dell’Unitre di Tolentino a cura di Fabio Tiberi; infine nella Sala spettacolo Michele De Lucchi dialogherà con Marco Romani per il secondo appuntamento di Meet The Guru.
Il tema? Più che mai attuale, soprattutto nel nostro territorio che vanta una tradizione artigianale consolidata: quale può essere la risposta dell’uomo-artigiano ai cambiamenti portati dalla nuova e pervasiva tecnologia dell’intelligenza artificiale? Se potessimo immaginare un nuovo Umanesimo, che volto avrebbe in un mondo tecnologicamente orientato? Una conversazione sul ruolo del designer nei confronti del cambiamento e dell’evoluzione che partirà proprio dall’esperienza personale e professionale di Michele De Lucchi, che dell’elogio dell’artigianalità e del pensiero circolare ha fatto un filo conduttore di tutta la sua produzione progettuale.
L’iniziativa è rivolta ad appassionati, architetti (permetterà inoltre ai professionisti di ottenere crediti formativi riconosciuti dagli Ordini degli Architetti delle Marche), studenti di design, aziende, ordini professionali e a tutti i cittadini.
Meet the guru è realizzato da Design Terrae in associazione con Fondazione Franco Moschini e Canenero, con il contributo di Regione Marche e il patrocinio di comune di Tolentino, Adi Marche, Abruzzo, Molise, Accademia di Belle Arti di Macerata. Partners dell’iniziativa: Poltrona Frau, Nuova Simonelli, Gebrüder Thonet Vienna, Ordine degli Architetti di Macerata. Ingresso libero.
Malore mentre è alla guida dell’auto, la vettura finisce su di una scarpata poi si ribalta su di un fianco: morto il conducente, Giorgio Buratti, 68 anni, originario di Pollenza e residente a Macerata, che è stato stroncato da un malore. Ferito un amico che era in auto con lui (non è grave). E’ successo a Macerata, lungo via Galileo Galilei, in località Consalvi.
L’incidente è avvenuto intorno alle 12,30 di questa mattina. Secondo la ricostruzione di quanto accaduto che è stata fatta dalla polizia locale di Macerata, intervenuta sul posto, il 68enne Buratti (che viveva in località Consalvi) si trovava al volante di una Opel Meriva e con lui sulla vettura c’era un amico. I due stavano salendo verso Macerata quando il 68enne ha avuto un malore.
A quel punto l’auto, senza controllo, è finita su di una scarpata che sale a lato della carreggiata e poi la vettura si è ribaltata sulla strada sulla fiancata lato conducente. Il passeggero è riuscito a scendere dall’auto e ha chiamato i soccorsi. Immediato l’intervento sul posto del 118.
Il personale dell’emergenza ha cercato di rianimare il 68enne. Intanto la strada è stata chiusa dalla polizia locale per consentire i soccorsi (sul posto anche i vigili del fuoco di Macerata). Nonostante i tentativi di salvare la vita all’uomo, questo non si è ripreso.
Il passeggero, rimasto ferito in modo lieve, è stato trasportato all’ospedale di Macerata. Dopo circa 50 minuti di tentativi di rianimare il 68enne, il medico del 118 ha dovuto dichiarare la morte. Il corpo è stato poi caricato sul carro funebre della Croce verde. Sul posto è intervenuto anche il carro attrezzi per il recupero della vettura, che non è stata posta sotto sequestro. La polizia locale appena è stato possibile ha riaperto una corsia per far scorrere il traffico con un senso unico alternato che verrà mantenuto sino alla fine dei rilievi.
Federica Sileoni con il sindaco Emanuele Pepa (a sinistra) e l’assessore Maurizio Paoletti
L’atleta di equitazione paralimpica, Federica Sileoni, recanatese, è stata ricevuta ieri in Comune dal sindaco Emanuele Pepa e dall’assessore allo Sport Maurizio Paoletti. «L’amministrazione comunale, con Federica Sileoni, è felice di celebrare una sua eccellenza cittadina, distintasi nella sua disciplina per i successi sportivi ma soprattutto per l’impegno e la costanza profusi – ha detto il sindaco Pepa – Le auguriamo ora una brillante carriera e che possa realizzare i suoi sogni sportivi nei più prestigiosi consessi nazionali e internazionali».
«Siamo orgogliosi di celebrare Federica Sileoni, che con i suoi successi porta l’Italia e Recanati ai vertici delle competizioni internazionali di para-dressage, non ultima la medaglia di bronzo conquistata ai mondiali in Belgio – ha sottolineato l’assessore Paoletti – In questo sport affascinante, che si costruisce sull’affinità tra cavaliere e cavallo, ha dimostrato una dedizione che speriamo possa essere d’esempio per tanti giovani, affinché comprendano che solo con il sacrificio si possono costruire successi anche al di là del merito sportivo, nel realizzarsi come persone».
«Un giorno mi piacerebbe tornare a Recanati per insegnare tutto quello che ho imparato. L’equitazione è uno sport meraviglioso, ma c’è ancora tanto da fare per farlo conoscere davvero – ha detto Sileoni – Mi piacerebbe condividere il mio percorso per ispirare anche gli altri. Diventare un atleta paralimpico è un cammino lungo e impegnativo, e sarebbe bello poter essere una guida per chi sogna di intraprendere questa strada. Nei prossimi mesi ci aspettano nuove sfide: a giugno partiremo per l’Austria e a settembre ci sarà l’Europeo in Olanda. Speravo in questi risultati: sono stati mesi intensi, pieni di lavoro e sacrifici, ma ogni esperienza che vivo me la porto a casa e la custodisco».
Federica Sileoni ha 26 anni e ha già ottenuto diversi successi sportivi. L’ultimo proprio lo scorso aprile a Waregem, in Belgio, dove ha conquistato una medaglia di bronzo alla III frazione di Coppa del mondo di Para-dressage “Cpedi3” con i cavalli Leonardo e il giovane No-Way, con il quale, dice Sileoni, sta ancora lavorando per raffinare l’intesa. Ha già due partecipazioni all’attivo alle Paralimpiadi di Tokyo 2020 e Parigi 2024, cui ha partecipato con la squadra italiana di Para-dressage di grado V in sella al cavallo Leonardo. Ha inoltre partecipato ai Campionati Europei di Riesenbeck, in Germania, nel 2023. Attualmente occupa la 32esima posizione nel Para-Dressage Individual Ranking della Federazione equestre internazionale.
Il comandante della Polizia locale di Macerata, Danilo Doria
Lavori per sistemare l’asfalto, inaugurazione di Largo Li Madou, e un festival: tripletta di ordinanze della Polizia locale di Macerata per far fronte alle tre situazioni. I lavori saranno in via Ghino Valenti, lunedì prossimo, e da quel giorno sino al 24 maggio (dalle 7 alle 19) in via Valenti nel tratto compreso tra fine centro abitato e via Del Piccinino ci sarà un restringimento della carreggiata con strettoia asimmetrica o chiusura alternata della corsia di destra o di sinistra, secondo l’andamento dei lavori, limite massimo di velocità in 30 chilometri orari, divieto di sorpasso e di sosta con rimozione forzata ambo i lati dove segnalato e istituzione temporanea del senso unico alternato regolato da lanterne semaforiche o da movieri.
Sabato prossimo ci sarà l’inaugurazione di largo Li Madou e anche il “LeoLive Fest”. Ciò comporterà dalle 9 alle 12,30 il divieto di sosta in via Don Minzoni (tratto da via Zara a piazza della Libertà) e il divieto di transito, dalle 10,30 alle 12 e comunque fino al termine della manifestazione, in via Don Minzoni (direzione piazza della Libertà) intersezione con via Zara. In piazza della Libertà (tutta l’area comprensiva della zona Apu e dei parcheggi dell’Apm anche su spazi per diversamente abili): divieto di sosta con rimozione, dalle 7 alle 24. In via Gramsci (tratto compreso tra Piazza Battisti e l’ingresso con Galleria Scipioni): divieto di sosta 8-20. Corso Matteotti (tratto compreso tra Piazza Battisti e l’ingresso con Galleria Scipioni): divieto di sosta 13-20. Piazza Vittorio Veneto (zona Apu): divieto di sosta 8-20.
Confermata la condanna per l’omicidio di Alika Ogorchukwu, rigettato il ricorso della difesa: per Filippo Ferlazzo restano i 24 anni decisi dalla Corte d’appello di Ancona. L’udienza in Cassazione si è svolta oggi, presenti l’avvocato di Ferlazzo, il legale Roberta Bizzarri, e l’avvocato della parte civile, il legale Francesco Mantella (si erano costituiti la moglie di Alika, Charity, e altri cinque familiari del 39enne ucciso).
Alika Ogorchukwu
In serata si è appreso l’esito della Cassazione con la conferma della condanna a 24 anni per il 35enne salernitato che il 29 luglio del 2022 ha ucciso il nigeriano Alika su corso Umberto a Civitanova. Un delitto che era stato ripreso da diverse persone presenti sul corso. Nelle immagini si vede Ferlazzo aggredire Alika, una aggressione a mani nude (in una prima fase aveva colpito il 39enne prendendo il bastone che l’uomo usava per camminare) con il 35enne che, dice l’accusa, aveva soffocato il nigeriano.
L’avvocato Roberta Bizzarri oggi in Cassazione
Il tutto sarebbe nato, sostiene l’accusa, dal fatto che poco prima Alika aveva fermato in strada Ferlazzo e la fidanzata per chiedere l’elemosina. Da lì la reazione di Ferlazzo che dopo alcuni minuti ha lasciato la fidanzata in un negozio per andare a cercare Alika. Secondo l’accusa, dopo aver buttato a terra il nigeriano, lo ha preso per il collo, mantenendo la presa per due minuti e dieci secondi.
L’avvocato Francesco Mantella, legale della parte civile
Mentre l’aggressione era durata in tutto 2 minuti e 11 secondi. Tempi che sono stati definiti dalla procura di Macerata in modo così preciso grazie ai video girati col cellulare delle persone che erano presenti. Per la difesa il delitto è stato preterintenzionale perché Ferlazzo non avrebbe agito con l’intenzione di uccidere. Nel corso dei processi (24 anni erano stati decisi anche in primo grado al tribunale di Macerata) la difesa ha contestato anche le cause della morte di Alika ritenendo che fossero legate non all’asfissia ma alla rottura della milza.
Le accuse comunque hanno retto nel corso dei tre gradi di giudizio con la condanna a 24 anni che è stata confermata sino in Cassazione.
Decimo rinvio dell’udienza preliminare per l’omicidio di Cameyi Mosammet, la 15enne uccisa all’Hotel House di Porto Recanati nel maggio del 2010 (era scompsa da Ancona, dove viveva, il 29 maggio 2010) e le cui ossa vennero ritrovate nel 2018 in un pozzo vicino al palazzone e in un campo. Sotto accusa per omicidio l’ex fidanzatino della ragazza, Kazi Monir, da molti anni tornato in Bangladesh, suo Paese d’origine. Ed è là (questo il nodo che sta bloccato il processo da più di tre anni) che gli deve essere notificato che c’è l’udienza preliminare.
«La notifica non risulta essere stata fatta, da quanto sappiamo l’imputato vive in una zona rurale dove ci sono dei villaggi» spiega l’avvocato Luca Sartini che assiste i familiari della ragazzina, parti civili al processo.
Da sinistra gli avvocati Luca Sartini e Marco Vannini
Secondo l’avvocato Marco Vannini, parte civile per l’associazione Penelope Marche «Ci potrebbe essere il rischio che il processo si fermi per irreperibilità e che venga poi riaperto quando l’imputato viene rintracciato». Ad assistere Monir l’avvocato Marco Zallocco. Il giudice Giovanni Manzoni, subentrato ora al giudice Claudio Bonifazi che è andato in pensione, ha rinviato al 5 novembre.
Il processo per l’omicidio di Cameyi attende di partire dal 7 luglio del 2021 quando la Corte d’assise di Macerata, su istanza del difensore dell’imputato aveva sospeso il procedimento e si era tornati all’udienza preliminare proprio perché non risultava che all’imputato fossero giunte le necessarie notifiche.
Cameyi, bengalese come l’imputato, era scomparsa il 29 maggio del 2010. I suoi resti sono stati ritrovati in un pozzo e in un campo vicino all’Hotel House di Porto Recanati nel 2018. A quel punto le indagini sono passate dalla procura di Ancona a quella di Macerata e gli inquirenti hanno individuato come presunto autore dell’omicidio l’allora fidanzatino della ragazza, Kazi Monir che viveva all’Hotel House di Porto Recanati. Prova dell’arrivo della 15enne a Porto Recanati, nel giorno in cui sparì, sono le riprese di alcune telecamere, come quella della stazione di Porto Recanati. Secondo gli inquirenti il motivo di quel delitto sarebbe legato alla gelosia.
Sabato il taglio del nastro della nuova piazza Li Madou e domenica il primo evento con il concerto della band Route 77. Tutto pronto per festeggiare la conclusione dei lavori dello slargo dedicato a Padre Matteo Ricci, un nuovo spazio tra storia memoria e dialogo interculturale. Che fa sempre di più di Macerata il vero “ponte” tra Italia e Cina se si considera quanto sia venerato tutt’oggi nel Paese orientale il gesuita maceratese e degli intensi rapporti tra l’Università di Macerata e la Cina segnati anche in questi giorni dalla visita del rettore John McCourt a Pechino. Città con la quale il Comune presto sarà gemellato, come anticipato dall’assessora alla Cultura Katiuscia Cassetta, presente insieme ai colleghi Francesca D’Alessandro e Marco Caldarelli alla presentazione di un appuntamento storico per il capoluogo.
Il nuovo largo Li Madou verrà inaugurato sabato alle 11. Alla cerimonia parteciperanno, su delega dell’ambasciatore cinese in Italia Jia, la console generale della Cina a Firenze, Yin Qi, accompagnata dal console Xu Zijin, una delegazione molto nutrita proveniente da Shanghai. L’evento è stato presentato stamattina in Comune. «Questo luogo è dedicato al dialogo interculturale, un luogo simbolo di incontro tra Oriente ed Occidente – ha detto il sindaco Sandro Parcaroli – un cortile che da chiuso si apre alla città, ai giovani studenti ed ai visitatori che arriveranno. Luogo da vivere dove scoprire la storia e l’identità culturale che da secoli lega la nostra comunità a quella cinese. C’è stata una sinergia fondamentale tra Comune e Fondazione Padre Matteo Ricci per arrivare a questo risultato: un grazie anche all’artista cinese Yang Dongbai che ha realizzato il gruppo scultoreo in bronzo che celebra l’incontro tra Ricci e il suo discepolo cinese Xu Guangqi, un gesto d’intesa che attraversa i secoli, rappresentando la via del rispetto e della conoscenza reciproca. Mi auguro che gli studenti di Unimc, che hanno il privilegio di godere di questo spazio, saranno i veri fruitori di questa piazza assieme a tutta la comunità».
Piazza Li Madou
L’intervento, finanziato grazie ai fondi del Pnrr ottenuti attraverso il bando per la rigenerazione urbana, rappresenta molto più di una riqualificazione fisica: è la rinascita di un luogo che si trasforma da cortile-giardino isolato all’interno di un’area scolastica a piazza aperta e accogliente, in dialogo con la città e la sua memoria ed è una parte significativa del “teatro paesaggistico urbano” che invita alla socializzazione, alla bellezza diffusa, al vivere condiviso degli spazi pubblici.
L’assessore Silvano Iommi
«Questo luogo non era finora vissuto, quasi un non luogo nonostante avesse avuto in passato una caratterizzazione come i vecchi giardini Mazzini poi rinominato largo Donatori del sangue in ricordo della prima sede della Croce Verde – ha ribadito l’assessore all’Urbanistica Silvano Iommi – un luogo però chiuso dove la cittadinanza non aveva la percezione che fosse uno slargo dove fermarsi e stare. L’idea nacque nel 2008 con un mio ordine del giorno per trasferire il busto di Mazzini nella omonima piazza, avvenuto soltanto nel novembre del 2021. Questo progetto è insieme urbanistica e architettura, una sorta di integrazione tra design urbano contemporaneo e progetto di valorizzazione e rigenerazione urbana lungo un percorso che è il tratturo più antico della storia della città, tra la piazza del Duomo e la piazza della Libertà. Punto intermedio di unione, di cerniera tra due luoghi pieni di significato. Non è un caso che questo spazio sia stato intitolato a Padre Matteo Ricci, nato nel 1552 proprio in questo quartiere di San Paolo dove si trovavano la sua casa e la spezieria del padre Giovanni Battista».
Dario Grandoni
Sabato verrà scoperta la scultura che raffigura Padre Matteo Ricci e il suo discepolo Xu Guangqi e successivamente verrà installata la stele che è posta sulla tomba di Ricci a Pechino conservata, oggi, nella chiesa di San Paolo, il tutto grazie alla sinergia con la Fondazione Internazionale Padre Matteo Ricci. «Abbiamo sposato questa iniziativa perché a Macerata mancano dei luoghi che siano anche simboli – ha affermato il presidente della Fondazione, Dario Grandoni – che invece per una cultura millenaria come la Cina sono fondamentali. Guardando questa piazza, al progetto di avere la statua di Padre Matteo Ricci col suo primo discepolo, si rappresenta l’incontro e l’amicizia tra le maggiori città cinesi, Pechino e Shanghai, con Macerata che è Italia e quindi Europa. E’ dunque un punto di arrivo ma è anche un punto di partenza di questo ponte che è stato ed è ancora Padre Matteo Ricci. L’auspicio è che molti lo possano attraversare in entrambe le direzioni ed imparare quanto importante è l’incontro tra le persone ed i popoli. A completare la giornata, che vedrà la presenza di importanti delegazioni da Shanghai e da Pechino, sarà l’inaugurazione a Macerata della sede italiana del World Sinology Center che rappresenta un luogo privilegiato di incontro e di conoscenza tra la cultura occidentale ed orientale: l’apertura della Cina al mondo per farsi conoscere».
Dal canto suo la prorettrice vicaria di Unimc, Catia Giaconi, ha ribadito come «con questo gesto si rafforzi il forte legame tra Macerata e la Cina, non a caso il nostro rettore in questi giorni si trova in quel Paese per portare avanti rapporti istituzionali. Eravamo in attesa di questa piazza che si sposa alla perfezione col recupero dell’edificio dell’università: un connubio tra storia e design ma pure accessibilità che anche i nostri studenti con disabilità potranno frequentare così come le persone anziane della città. Interpretiamo questo luogo come spazio per incontri internazionali ma pure intergenerazionali. Spazio che dia nuova vita e impulso agli incontri tra nostri studenti ed un legame sempre più forte con la città e anche con la Cina».
L’assessore Katiuscia Cassetta
Infine l’assessore Katiuscia Cassetta ha voluto sottolineare la soddisfazione per il risultato della rigenerazione della piazza intitolata a Padre Matteo Ricci annunciando che la madre di Mauro Evangelista, disegnatore prematuramente scomparso, anima di “Art in Fabula” che ha la sede nel prospicente palazzo Marefoschi, ha richiesto di avere intitolato a Mauro un albero presente nella nuova piazza Li Madou.
Incidente con lo scooter a Recanati, un ferito soccorso con l’eliambulanza e trasportato all’ospedale di Torrette, ad Ancona. E’ successo questo pomeriggio intorno alle 14. L’incidente è avvenuto all’intersezione tra via Nazario Sauro e via Del Mare. Stando ad una prima ricostruzione dell’incidente l’uomo in sella allo scooter, un 56enne, avrebbe perso il controllo del mezzo per poi cadere malamente a terra.
Immediati i soccorsi sul posto da parte del 118 con la Croce gialla di Recanati. Vista la situazione gli operatori dell’emergenza hanno richiesto l’intervento dell’eliambulanza che è intervenuta sul posto. Il medico si è calato col verricello dal velivolo per prestare immediatamente le cure al 56enne ferito. L’uomo è stato poi caricato sull’elicottero e trasportato all’ospedale di Torrette, ad Ancona. In corso gli accertamenti da parte della Polizia locale di Recanati.
Credeva di aver incontrato l’amore, invece erano finito nella rete di tre truffatori. Vittima un 53enne di Corridonia che aveva iniziato a scriversi via chat con una donna che diceva essere dell’Afghanistan e in fuga dal suo Paese. I carabinieri della stazione di Corridonia hanno denunciato tre nigeriani, due uomini e una donna, che hanno tra i 27 e i 35 anni e risiedono nelle province di Viterbo, Pistoia e Parma, per aver truffato un operaio di Corridonia.
L’uomo ha fatto denuncia a marzo e subito sono iniziate le indagini. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti il 53enne, credendo di intraprendere una relazione sentimentale, aveva iniziato una corrispondenza via chat con la donna. E così un messaggio dopo l’altro, senza mai esseri incontrati, era finita con la donna che gli aveva annunciato l’intenzione di raggiungerlo alla sua abitazione e che avrebbe spedito i suoi bagagli.
Nei giorni successivi alla chat, l’uomo è stato contattato da presunti intermediari di una ditta di spedizioni, che, abilmente, lo hanno convinto a pagare 7.500 euro. Somma che sarebbe servita per la spedizione dei bagagli della donna. La vittima ha effettuato diversi bonifici bancari di vari importi su differenti conti correnti. I carabinieri hanno seguito il flusso dei pagamenti e sono arrivati ai tre nigeriani.