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  • “Conversazione per passare la notte”,
    Agorà passa al genere drammatico

    L’auditorium Scarfiotti

    Dopo anni di esperienza nella commedia brillante, la compagnia teatrale Agorà di Potenza Picena si confronta per la prima volta con il genere drammatico, scegliendo di esplorare i territori della drammaturgia contemporanea e proprio il testo di Raffaella Battaglini ne rappresenta una prova complessa. “Conversazione per passare la notte” è un dramma in un atto che Agorà mette in scena con il contributo del Comune di Potenza Picena venerdì (alle 21,15) all’auditorium Scarfiotti.

    In uno spazio indefinito, due donne anziane, madre e figlia, scomparse da tempo, davanti ad un eterno cielo stellato, sono condannate a ricostruire frammenti della loro esistenza segnata da una grave colpa, inseguendo invano una verità che continua a sfuggire. Intrappolate in questo vortice di reminiscenze dolorose, le due donne rivivono il loro passato attraverso flashback intensi e laceranti, sempre più distorti e febbrili. A intrecciarsi a queste ombre, la figura idealizzata di un misterioso “ladro d’amore”, destinato a innescare la rovina dell’integrità familiare, fino al compiersi di un delitto che renderà le due donne complici in modo inestricabile. Gli interpreti sono Orietta Giorgetti, Giulia Latini, Lauretta Gratti, Luigi Gratti, Michela Morgoni, Letizia Pasquali, Marco Re. La regia è di Oscar Genovese, che ha anche creato le elaborazioni audiovisive. Scenografie realizzate da Ornella Genovese e Carlo Gratti. Macchinisti: Andrea Gratti e Nadia Muliari. I costumi delle due narratrici sono realizzati da Aurelio Biocchi/Rico Spose. L’ingresso è gratuito. Per info e prenotazioni chiamare il 328 3771950.

  • Ci sono troppi cinghiali
    a ridosso del centro storico:
    prorogata la caccia

    di Monia Orazi

    “Caccia grossa” al cinghiale a Matelica. Il sindaco Denis Cingolani ha firmato una nuova ordinanza che proroga fino al 31 maggio le operazioni di abbattimento dei cinghiali nei pressi del centro storico, nella zona dove scorre il fiume Esino.

    Il provvedimento, che estende una precedente ordinanza già varata pochi giorni fa, è stato emesso in via del tutto eccezionale vista la presenza di un cospicuo numero di animali nella zona limitrofa all’area urbana.

    L’ordinanza, datata 14 maggio consente ai cacciatori di proseguire le attività di controllo fino al 31 maggio, nel rispetto delle disposizioni sindacali.

    Il provvedimento arriva dopo che durante la prima operazione, svolta il 7 maggio, sono stati abbattuti solamente tre esemplari, un numero ritenuto insufficiente rispetto alla presenza rilevata nella zona.

    «Le operazioni di controllo dei cinghiali mediante abbattimento e previo tentativo di allontanamento degli esemplari presenti nella zona urbana del vallato del fiume Esino, nonché in quelle immediatamente limitrofe – si legge nell’ordinanza – saranno effettuate per mezzo di soggetti abilitati per la caccia al cinghiale, dotati di armi per l’esercizio della caccia a tale specie ed anche tramite l’utilizzo di cani».

    Denis Cingolani, sindaco di Matelica

    Il documento specifica che le operazioni dovranno avvenire «in condizioni tali da garantire la sicurezza materiale delle cose e l’incolumità fisica delle persone, compresi gli addetti alle operazioni stesse».

    Gli interventi saranno coordinati dalla polizia provinciale di Macerata, in collaborazione con il servizio di polizia locale di Matelica. A eseguire materialmente gli abbattimenti saranno i componenti della squadra numero 10 di Esanatoglia, abilitati al controllo del cinghiale e in possesso del corso di prevenzione operativa ambientale.

    Durante le operazioni potranno essere delimitate e temporaneamente interdette al transito di persone e veicoli alcune aree, per garantire lo svolgimento in sicurezza degli interventi.

    La decisione del primo cittadino si basa sul “Piano di controllo regionale del cinghiale 2024-2029”, approvato con delibera della di giunta regionale nel luglio 2024, che prevede interventi di controllo numerico tramite cattura o abbattimento in caso di «rischi per la pubblica incolumità che dovranno essere segnalati dai sindaci relativamente alle aree urbane».

  • Referendum, nasce il comitato
    di Civitanova e Montecosaro

    Si è costituito nei giorni scorsi il Comitato referendario di Civitanova e Montecosaro, collegato direttamente a quello provinciale di Macerata. Vi hanno aderito associazioni e comitati cittadini quali: Donne di mondo, Cartacanta, Saturday for Palestine e Laboratorio di idee.

    «Lo scopo – fanno sapere i promotori – è di promuovere la partecipazione civica e l’approfondimento dei quesiti referendari in vista del voto dell’8 e 9 giugno, con l’intento di portare più persone possibili alle urne. Siamo per cinque sì per lavoro, sicurezza, dignità, cittadinanza e democrazia».

    Nei prossimi tre sabati, sono programmati banchetti informativi a Civitanova durante il mercato settimanale sempre dalle 9 alle 12 in corso Umberto I. A Montecosaro, invece, si terrà un’assemblea pubblica per il 22 maggio alle 9 al centro sociale Cavalieri in via Tiziano. «Si stanno svolgendo giornalmente attività di volantinaggio in tutti i quartieri per confrontarci la cittadinanza sui temi importanti dei referendum sul lavoro – prosegue il comitato – invitiamo tutti i cittadini a partecipare attivamente e a informarsi sulle tematiche referendarie. La partecipazione di tutti è fondamentale per una democrazia sana e attiva. La democrazia la si difende praticandola. Ulteriori dettagli e aggiornamenti sulle date e i luoghi dei banchetti informativi e delle assemblee pubbliche saranno comunicati nei prossimi giorni».

  • Salario accessorio dei dipendenti pubblici,
    eliminato il tetto: «Ora le giunte si adeguino»

    Alessandro Moretti, Cisl Fp Macerata

    «Ora non ci sono più scuse. Con il decreto Zangrillo si è finalmente eliminato il tetto al salario accessorio dei dipendenti, serve ora un’azione immediata da parte degli enti del comparto funzioni locali delle Marche per far crescere le retribuzioni del personale», sottolinea il segretario regionale Cisl Fp Marche Alessandro Moretti commentando le nuove disposizioni che superano, come chiesto da anni dalla Cisl Fp, i limiti della legge Madia sui fondi contrattuali.

    La produttività ed altri istituti contrattuali dei dipendenti potranno potenzialmente raddoppiare, portando gli stipendi mensili più vicini ai livelli delle altre pubbliche amministrazioni presenti nel territorio regionale.

    «Si tratta di un aumento del 48% al massimo che deve essere realizzato al più presto. E’ il momento di risolvere il grande problema salariale che ha fin qui riguardato le lavoratrici e i lavoratori dei Comuni, delle Province, delle Unioni montane, delle case di riposo finanche della Regione e degli enti regionali – prosegue Moretti – tutte le giunte che si sono avvicendate al governo di questi enti lo hanno sottolineato, lamentando i vincoli normativi che frenavano gli aumenti legati alla produttività. A questo punto la politica deve essere conseguente e trovare subito le risorse per incrementare il fondo contrattuale fino al 48% come previsto dal nuovo decreto».

    Occorre approfittare dell’opportunità offerta dalla norma, secondo Moretti. «È inconcepibile che lavoratori che affrontano ogni giorno la complessità del lavoro di prossimità verso l’utenza ed i cittadini in genere, dalla sicurezza alla protezione sociale, dalla scuola agli adempimenti tecnici, fino a tutti i servizi anche ad imprese e visitatori, debbano continuare a vedersi imposto un limite inaccettabile. Bisogna quindi che le giunte attuali passino dalle parole ai fatti. Solo facendo crescere le retribuzioni, legandole alla reale misurazione della produttività, si potrà fermare l’emorragia di professionalità e competenze che affliggono da tempo gli enti locali e tornare questi ad essere luoghi di lavoro attrattivi e ambiti per le migliori forze produttive e i giovani più qualificati, come merito gli enti delle Marche. Stiamo mobilitando tutte le rsu degli oltre 265 enti interessati per richiedere il fondo e per monitorare l’andamento delle future decisioni delle giunte».

  • La lezione di Flick: «Civiltà e cultura,
    l’Europa deve restare un punto fermo»

    Giovanni Maria Flick davanti alla platea degli studenti Unimc

    Un nuovo Risorgimento per l’Italia e per l’Europa, questa volta non all’insegna dell’unità nazionale o della Liberazione dal nazifascismo, ma della battaglia giuridica, economica e sociale per uno sviluppo davvero sostenibile. È questa l’immagine con cui Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte costituzionale e già ministro della Giustizia, ha aperto oggi il secondo appuntamento del ciclo di eventi promosso dal Dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali dell’Università di Macerata per celebrare l’80° anniversario della Liberazione dell’Italia dal Nazifascismo.

    Una riflessione pubblica che, dopo il percorso tra letture e canti storici curato dal Coro Sibilla nella giornata inaugurale, è proseguita stamattina con un dialogo tra Flick e gli studenti e le studentesse del dipartimento, sostenuto dall’Istituto storico della resistenza, dall’Associazione mutilati e invalidi di guerra e dall’Assessorato comunale alla cultura, istruzione e alta formazione. Il direttore del Dipartimento, Angelo Ventrone, ha ricordato come la Resistenza non sia stata solo lotta armata, ma anche resistenza civile. Citando Zygmunt Bauman, ha ricordato che «la voce della coscienza si ascolta meglio nel rumore delle idee che nel silenzio del conformismo”. Per questo, ha detto, un ventenne può sentire attuale il 25 aprile, «il momento in cui l’Italia è tornata libera e gli italiani hanno ritrovato la forza di parlare e di ricominciare, finalmente, a far rumore».

    «Torno con piacere a Macerata dove nel 2010, su invito dell’allora prefetto, consegnai la Costituzione ai ragazzi 18enni», ha esordito Flick, sottolineando la vivacità culturale della città e la presenza attiva della comunità studentesca. Nel suo intervento, l’ex ministro ha ripercorso le date fondative del secondo dopoguerra italiano: il 25 aprile 1945, giorno della Liberazione, e il 2 giugno 1946, nascita della Repubblica. Due snodi essenziali di quello che ha definito il “Secondo Risorgimento”, un processo che ha avuto nella Resistenza, nella Liberazione e nella Costituzione i suoi capisaldi. Ma oggi, ha aggiunto, stiamo vivendo un Terzo Risorgimento. «Italia ed Europa sono chiamate a combattere insieme sotto il profilo giuridico, economico e sociale per uno sviluppo che sia davvero sostenibile: un percorso fatto di tappe in cui abbiamo iniziato a capire che il nostro modo, da uomini, di sfruttare la natura rischia di distruggerla». In questo senso, ha riconosciuto a Papa Francesco il ruolo di «missionario dell’ambiente, un profeta dell’ecologia». Il cuore del suo discorso è tornato al principio dell’uguaglianza di fronte alla legge, che da sola, ha ammonito, non basta se non è accompagnata da pari dignità sociale, rievocando l’articolo 3 della Carta. Flick ha poi osservato come, in una realtà segnata dal rischio di marginalizzazione del Vecchio continente, da equilibri globali dominati dagli Stati Uniti, da Paesi arabi depositari di risorse strategiche, insanguinata dalle guerre, l’Europa debba restare un punto fermo. «Nonostante i suoi limiti, porta in dote tutta una storia di civiltà e cultura accumulata nei secoli e che viene dalle università, dalle abbazie, dalle città, dai municipi, da una tradizione di civiltà e autonomia».

    Nel pomeriggio, il programma è proseguito con “La Resistenza a colori”, una proiezione di materiali d’archivio, resi accessibili e più vicini alle nuove generazioni grazie all’intelligenza artificiale, che hanno offerto uno sguardo inedito sulla memoria visiva della Liberazione.

  • Maria Grazia Cucinotta battezza
    il nuovo showroom “Se.Pa.”

    Maria Grazia Cucinotta al nuovo showroom

    Si è svolta domenica a Porto Potenza l’inaugurazione del nuovo showroom “Se.Pa.”. Arredamenti, un evento che ha saputo coniugare eleganza, design e partecipazione popolare. A rendere ancora più speciale la giornata è stata la partecipazione come ospite speciale di Maria Grazia Cucinotta, che con la sua eleganza e disponibilità ha intrattenuto foto con i presenti, oltre che del presidente Francesco Acquaroli e il sindaco Noemi Tartabini.

    Durante l’evento non sono mancati momenti di convivialità, con buffet e musica che hanno contribuito a creare un’atmosfera calda e accogliente. Se.Pa. Arredamenti si riconferma ancora una volta punto di riferimento nel settore dell’arredamento, combinando innovazione, gusto estetico e un servizio clienti di altissimo livello. La grande affluenza di pubblico e l’apprezzamento generale dimostrano il forte legame dell’azienda con il territorio e la fiducia che da anni li accompagna. Ma le sorprese non sono finite qui, la famiglia SePa ha in mente altri progetti per il futuro a dimostrazione che è un’azienda in continua evoluzione. «Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto».

    (Articolo promoredazionale)

    Il presidente della Regione Francesco Acquaroli e la sindaca Noemi Tartabini

     

  • Una Corsa alla spada sicura:
    alcol test nelle serate clou della festa

    In questi giorni di Corsa alla Spada e Palio, l’amministrazione comunale di Camerino ha scelto di intraprendere nuovamente, come nella scorsa edizione, una importante azione di prevenzione, sensibilizzazione e comunicazione. Riparte quindi il progetto “L’ebbrezza di fare del bene…l’unica strada sicura. Se guidi non bere”, nel quale il Comune, attraverso il comando di Polizia locale, crede fermamente soprattutto in questo periodo dove l’intera città si appresta a vivere giornate di festa.

    Stasera, giovedì 22, venerdì 23 e sabato 24 maggio dalle 22 alla mezzanotte gli operatori della Polizia locale saranno disponibili presso l’area delle Taverne, in via Madonna delle Carceri, con l’alcoltest e l’etilometro per chi volesse gratuitamente e volontariamente sottoporsi al controllo del tasso alcolemico. Anche quest’anno sono stati utilizzati per promuovere l’iniziativa i disegni realizzati dai ragazzi del Cser Millecolori di Camerino. «Prevenzione e sensibilizzazione sono le parole chiave di queste sere di festa – spiega il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli – va bene divertirsi ma va fatto consapevolmente. Proprio per questo abbiamo voluto rinnovare l’iniziativa “L’ebbrezza di fare del bene…l’unica strada sicura. Se guidi non bere”: partiamo proprio questa sera in occasione della Cena dei Mille, perché la consapevolezza e la responsabilità di non mettersi alla guida dopo aver bevuto è l’unica strategia vincente al fine di evitare pericoli per sé stessi e per gli altri. Il ringraziamento va al nostro corpo di Polizia locale che, anche per questa edizione numero 44 della Corsa alla Spada e Palio, si mette a disposizione come sempre per il bene dei cittadini e per la riuscita della manifestazione».

    Corsa alla spada, al via la prevendita. Ci saranno tre maxischermi

    Corsa alla spada, 12 giorni di eventi. Gianfranco Broglia e la moglie saranno i signori da Varano

  • Scuole dell’obbligo,
    si tornerà sui banchi il 15 settembre

    L’assessora regionale Chiara Biondi

    Inizieranno il 15 settembre 2025 e termineranno il 6 giugno 2026 le lezioni nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado della regione per complessivi 203 giorni di attività scolastica (223 per le scuole di infanzia, che concluderanno il 30 giugno) all’interno dei quali effettuare le proposte dell’offerta formativa: lo prevede il calendario scolastico 2025/2026 approvato oggi dalla giunta regionale.  

    Come spiega l’assessore all’istruzione Chiara Biondi, «L’approvazione del calendario scolastico coinvolge tutti i referenti del mondo della scuola tra cui l’Ufficio scolastico regionale, le Province e le organizzazioni sindacali che costituiscono il Tavolo interistituzionale regionale per l’istruzione. Anche per questo anno scolastico le date di inizio e fine delle lezioni sono state definite in sinergia con le esigenze del territorio». Tutte le scuole sono tenute ad inserire nei propri siti istituzionali il calendario scolastico adottato e ad informare tempestivamente le istituzioni territoriali (Comuni, Provincia, Regione) di ogni eventuale variazione successiva al primo settembre. Devono inoltre inserire entro il 31 luglio nel sistema “ProcediMarche” della Regione quanto approvato dal consiglio d’istituto.

    Le lezioni saranno sospese nei seguenti giorni per festività di rilevanza nazionale: tutte le domeniche; l’1 novembre festa di Ognissanti; l’8 dicembre 2025, Immacolata Concezione; il 25 dicembre 2025, Natale; il 26 dicembre 2025, Santo Stefano; l’1 gennaio 2026, Capodanno; il 6 gennaio 2026, Epifania; il 6 aprile 2026, lunedì dell’Angelo; il 25 aprile 2026, anniversario della Liberazione; il 1° maggio 2026, festa del Lavoro; il 2 giugno 2026, festa nazionale della Repubblica; la festa del Santo Patrono. Le lezioni saranno sospese da martedì 23 dicembre 2025 a lunedì 5 gennaio 2026 (vacanze di Natale), da giovedì 2 aprile a sabato 4 aprile e martedì 7 aprile 2026 (vacanze di Pasqua), sabato 2 maggio 2026 (ponte Festa dei lavoratori) e lunedì 1° giugno 2026 (ponte Festa della Repubblica).

  • Parco Veragra, installate tre telecamere

    Le telecamere installate al parco Veragra

    Un importante passo avanti nella sicurezza pubblica con l’installazione di tre nuove telecamere al parco Veragra di Montefano, investimento realizzato grazie a fondi comunali.

    Le nuove segnaletiche in contrada Polpano e Fossalupara

    Le telecamere, posizionate per inquadrare la zona giochi, la strada antistante e la casetta dell’acqua, sono collegate alla centrale operativa dei vigili urbani. Questo permette una sorveglianza costante e una risposta immediata in caso di necessità. Le nuove telecamere si vanno ad aggiungere a quelle già installate in luoghi strategici come i giardini pubblici da Bora e le principali strade di accesso al paese.

    Il progetto di installazione delle telecamere era parte integrante del programma elettorale del gruppo Montefano Progetto in Comune, sottolineando così l’importanza che l’amministrazione attribuisce alla sicurezza dei cittadini. «Con queste telecamere, vogliamo non solo tutelare i cittadini, ma anche garantire un luogo di svago sereno per le famiglie», ha commentato Mirco Monina, che, oltre a ricoprire il ruolo di vicesindaco, ha deleghe a viabilità, sicurezza e polizia locale.

    Parallelamente, il Comune sta portando avanti un altro progetto: l’installazione di nuova segnaletica nelle vie e nelle contrade periferiche. Attualmente le contrade che hanno già beneficiato di questo progetto sono Fossa Lupara e Polpano.

  • La doppietta di De Cesare:
    «Un’impresa, come quella del 2022:
    ora la D, ma senza smantellare»

    Nicolò De Cesare con l’assessore Riccardo Sacchi

    di Mauro Giustozzi

    Due campionati vinti in due stagioni nell’arco di quattro anni, uno da calciatore l’altro da dirigente. Con la stessa squadra e lo stesso presidente. Se non è un record poco ci manca. Nicolò De Cesare sa come si vince e soprattutto come si festeggia con la maglia della Maceratese, che ha indossato da capitano nella stagione 2021/2022 che ha sancito la vittoria del campionato di Promozione e da direttore sportivo esordiente quest’anno con il successo nel torneo di Eccellenza.

    De Cesare da calciatore con la maglia della Rata

    In entrambi i percorsi, la Rata ha compiuto qualcosa di straordinario, riuscendo sempre a spuntarla nella volata finale testa a testa, come i cavalli di razza. «Se devo fare una similitudine tra i due campionati che ho vinto a Macerata – dice Nicolò De Cesare – è che si è trattato di annate tirate fino all’ultimo minuto e che sono state compiute due autentiche imprese, anche se ho avuto ruoli diversi. Quando arrivai alla Maceratese, nel dicembre del 2021, la squadra era in ritardo di 14 punti dal Chiesanuova eppure facemmo un’esaltante cavalcata vincente per me ancor più significativa perché avevo la fascia da capitano in quella squadra. Quest’anno sono tornato in biancorosso da dirigente, il club veniva da due noni posti consecutivi in Eccellenza, l’ambiente contestava, ebbene siamo riusciti a ricostruire un qualcosa di importante ed esaltante alla fine con la vittoria allo spareggio ai calci di rigore. Successi in entrambi i casi arrivati nel finale e sono queste le vittorie più belle perché non c’è mai nulla di scontato e non è stato facile agguantare queste due promozioni. Quest’anno abbiamo avuto qualche momento di flessione in un percorso in cui la squadra è stata sempre costante e continua e ce la siamo meritata assieme ai nostri fantastici tifosi».

    La festa a Del Conero

    Due Maceratese diverse quelle vincenti targate De Cesare, ma con uno spirito che ha molto in comune tra la squadra di Sauro Trillini e quella di Matteo Possanzini. «Il punto che accomuna queste due imprese sta nel fatto che i successi si raggiungono quando tutti remano dalla stessa parte – sottolinea il diesse biancorosso – in queste due annate vincenti si è sempre creata quell’armonia e quella magia che ti porta poi a vincere: tutte le componenti hanno lavorato in un’unica direzione, i giocatori si sono sacrificati per raggiungere questo obiettivo ed hanno avuto il supporto di tutto l’ambiente. La cosa che ho sempre detto anche al presidente Crocioni è quella di inculcare il senso di appartenenza alla Maceratese, di rendersi utile per il club e sotto questo aspetto sono stato un vero e proprio martello. Essere un tutt’uno tra società, dirigenti, staff tecnico e calciatori alla fine ha fatto la differenza».

    La festa in piazza a Macerata

    Per la Rata ieri ultimo allenamento della stagione ma il rompete le righe definitivo giungerà venerdì, quando la squadra si ritroverà a cena per un ultimo saluto per poi fare festa e brindare ancora alla vittoria del campionato.

    Dopo si volterà pagina perché c’è una Serie D conquistata che incombe tra la gioia di essere tornati sul palcoscenico nazionale e la determinazione a costruire una squadra che possa consolidarsi in questa categoria. Come hanno fatto negli ultimi anni Fossombrone e Castelfidardo, ma anche ricordando, come insegnamento da non seguire, i molti errori commessi dai “cugini” della Civitanovese retrocessi dopo un solo anno perché il divario tecnico e di qualità tra le due categorie, in particolare nel girone F dove ci saranno sette marchigiane, è davvero notevole. «Il livello si alza di parecchio in serie D – afferma De Cesare – ti confronti con altre realtà importanti, dimensioni di città simili alla tua, altri stadi, altre tifoserie abituate anche a categorie superiori. Insomma un altro mondo rispetto a quello dell’Eccellenza regionale. Bisogna che la Maceratese si attrezzi, alzi il livello di ogni componente: dall’organizzazione societaria al marketing, ovviamente anche la squadra dovrà essere attrezzata per questo impatto con una categoria molto impegnativa. Toccherà alla proprietà dare le linee guida sulla nuova squadra e sugli obiettivi da perseguire: personalmente sono dell’avviso che questo organico non debba essere smantellato, come avvenne l’anno dopo il successo in Promozione, amo la continuità del progetto che può ripartire da una base solida, anche se è ovvio che poi serviranno innesti di categoria per poter farci valere anche in D».

    Sulla validità del lavoro svolto da Nicolò De Cesare, prima con gli scarpini e oggi dietro la scrivania da dirigente, si è espresso anche il presidente della Maceratese. «Con lui ho vinto due campionati – ha detto Alberto Crocioni – De Cesare si è sempre confermato un ragazzo molto preparato, l’ha dimostrato prima in mezzo al campo e adesso come diesse. Assieme al direttore generale Serangeli ha costituito una coppia vincente per noi».

    La Maceratese premiata in Comune: «La promozione un orgoglio per la città»

    Maceratese in D, i protagonisti: «Che gioia, riportato entusiasmo nei tifosi» La festa al Del Conero (Foto)

    Maceratese in D, festa in piazza: calciatori e staff accolti in Comune (Foto/Video)

    Di nuovo in D dieci anni dopo: la Maceratese fuori dal Purgatorio

    La Maceratese è in Serie D Spareggio vinto ai calci di rigore