Ci sono troppi cinghiali
a ridosso del centro storico:
prorogata la caccia

di Monia Orazi

“Caccia grossa” al cinghiale a Matelica. Il sindaco Denis Cingolani ha firmato una nuova ordinanza che proroga fino al 31 maggio le operazioni di abbattimento dei cinghiali nei pressi del centro storico, nella zona dove scorre il fiume Esino.

Il provvedimento, che estende una precedente ordinanza già varata pochi giorni fa, è stato emesso in via del tutto eccezionale vista la presenza di un cospicuo numero di animali nella zona limitrofa all’area urbana.

L’ordinanza, datata 14 maggio consente ai cacciatori di proseguire le attività di controllo fino al 31 maggio, nel rispetto delle disposizioni sindacali.

Il provvedimento arriva dopo che durante la prima operazione, svolta il 7 maggio, sono stati abbattuti solamente tre esemplari, un numero ritenuto insufficiente rispetto alla presenza rilevata nella zona.

«Le operazioni di controllo dei cinghiali mediante abbattimento e previo tentativo di allontanamento degli esemplari presenti nella zona urbana del vallato del fiume Esino, nonché in quelle immediatamente limitrofe – si legge nell’ordinanza – saranno effettuate per mezzo di soggetti abilitati per la caccia al cinghiale, dotati di armi per l’esercizio della caccia a tale specie ed anche tramite l’utilizzo di cani».

Denis Cingolani, sindaco di Matelica

Il documento specifica che le operazioni dovranno avvenire «in condizioni tali da garantire la sicurezza materiale delle cose e l’incolumità fisica delle persone, compresi gli addetti alle operazioni stesse».

Gli interventi saranno coordinati dalla polizia provinciale di Macerata, in collaborazione con il servizio di polizia locale di Matelica. A eseguire materialmente gli abbattimenti saranno i componenti della squadra numero 10 di Esanatoglia, abilitati al controllo del cinghiale e in possesso del corso di prevenzione operativa ambientale.

Durante le operazioni potranno essere delimitate e temporaneamente interdette al transito di persone e veicoli alcune aree, per garantire lo svolgimento in sicurezza degli interventi.

La decisione del primo cittadino si basa sul “Piano di controllo regionale del cinghiale 2024-2029”, approvato con delibera della di giunta regionale nel luglio 2024, che prevede interventi di controllo numerico tramite cattura o abbattimento in caso di «rischi per la pubblica incolumità che dovranno essere segnalati dai sindaci relativamente alle aree urbane».

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