
Intesa Sanpaolo chiude lo sportello di Visso. Uno dei centri maceratesi più colpiti dal sisma del 2016 continua a perdere servizi, testimoniando il lento abbandono delle aree interne. A lanciare l’allarme è l’imprenditrice locale Loredana Remigi.
«Le difficoltà si accumulano e l’ennesima chiusura sembra sancire un lento e inesorabile abbandono delle aree interne – dice Remigi -, svuotate non solo dalle persone, ma anche dai servizi essenziali che rendono possibile la vita quotidiana: banche, scuole, ambulatori. Questa scelta appare in aperta contraddizione con le politiche di rilancio delle aree terremotate e con la retorica della “ricostruzione partecipata”. Come si può parlare di ripartenza se i territori vengono privati dei presidi fondamentali per la gestione delle attività economiche e familiari?
Dove sono le istituzioni? Di fronte a questa chiusura, ci si domanda quale sia stata la reazione delle amministrazioni di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera. Si sono attivate per cercare soluzioni e tutelare cittadini e imprese? Hanno aperto un dialogo con l’istituto bancario o con altri enti per garantire un’alternativa? Chi governa un territorio ha la responsabilità di rappresentare e difendere la propria comunità, soprattutto in situazioni critiche come questa».
Un territorio che lotta, ma perde pezzi. Remigi, che ha già affrontato l’inagibilità del suo locale e del magazzino, si è scontrata con un altro ostacolo: «La mancata assegnazione di uno spazio commerciale, nonostante la presentazione di un regolare progetto per il bando del Comune. L’amministrazione ha scelto di procedere con un sorteggio, affidando tutte le strutture a un solo imprenditore. Un sistema incomprensibile e inaccettabile – dice Remigi –. Ho presentato denuncia alla Procura e alla Guardia di finanza, ma finora nessuno è intervenuto per correggere una palese irregolarità». Ora, una delle sue società è destinata a chiudere a giugno, mentre le altre rischiano di essere trasferite altrove: «Non si può restare in un territorio che non offre le condizioni minime per lavorare».
La comunicazione della chiusura dello sportello bancario di Visso è per Remigi e per molti altri un segnale gravissimo. «Gestisce i conti legati al contributo del Decreto Sisma – rimarca l’imprenditrice -. In questa fase della ricostruzione, la sua chiusura è assurda. Ci stanno abbandonando nel silenzio generale». Ma ciò che preoccupa di più l’imprenditrice è l’assenza di reazione da parte delle istituzioni: «Né i Comuni, né la Regione Marche, né il commissario straordinario alla ricostruzione hanno preso posizione su questa vicenda. Chi resta in queste terre ci mette cuore, tempo e sacrifici. Ma ogni giorno perdiamo pezzi: attività, scuole, banche, servizi. Come possiamo parlare di ricostruzione se il territorio viene lentamente svuotato di ogni presidio vitale?»
Loredana Remigi vuole così dar voce a un malessere diffuso, a una resistenza che rischia di spegnersi. E con lei, molti cittadini si chiedono: «Come si può sperare nella rinascita, se le istituzioni sono le prime a scomparire?».
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