
Il libro “Notte di sangue – 18 maggio 1977: i tre conflitti a fuoco di Porto San Giorgio e Civitanova” dell’avvocato Giuseppe Bommarito e del generale Marco Di Stefano arriva al Salone del libro di Torino, inserito nel programma di eventi che si terrà nello stand della Regione Marche.
Sabato 17 maggio, infatti, alle 18,30, i due autori (Di Stefano in collegamento dal Cile, dove attualmente si trova per motivi di lavoro) saranno animatori di un dibattito che illustrerà quanto avvenne in quella tragica e ormai lontana notte. Al dibattito parteciperà anche il generale Rosario Aiosa, che di quei tragici avvenimenti fu protagonista in prima persona e per il suo comportamento in quel frangente venne insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare.

«Nella tragica notte del 18 maggio 1977 – si legge nella quarta di copertina del libro – si consumarono nelle Marche, nelle città di Porto San Giorgio e Civitanova, tre violenti scontri a fuoco ai quali presero parte, nel volgere di circa quattro ore, dieci militari delle Compagnie dei carabinieri di Fermo e di Civitanova e sei pericolosissimi criminali, impropriamente definiti come la banda dei catanesi. Il bilancio, in termini di vite umane, fu impressionante: persero la vita due carabinieri e altri due rimasero gravemente feriti, mentre quattro malavitosi furono uccisi e gli ultimi due vennero arrestati e condannati. Si trattò (e ancora oggi è così) del più grave fatto criminale avvenuto nelle Marche a partire dal secondo dopoguerra. I fatti di cui sopra – prosegue la sintesi del testo -, che portarono alla concessione di ben tre Medaglie d’Oro al Valor Militare e di due Medaglie d’Argento al Valor Militare (circostanza verificatasi, per un unico fatto d’arme, solo in altri due casi e solo in tempo di guerra), sconvolsero letteralmente l’opinione pubblica a livello nazionale. Eppure, su questa tragica vicenda, nulla è stato mai scritto e oggi i giovani non ne sanno nulla e quelli che allora c’erano ormai ricordano solo in parte gli avvenimenti nella loro tragica sequenza. Questo libro serve quindi a ravvivare la memoria collettiva di quei terribili avvenimenti, memoria ancora necessaria come esercizio di coscienza e di conoscenza e a tutela della dignità e del sacrificio dei militari caduti».
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