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  • Addio a Franco De Anna,
    ispettore scolastico
    e compagno di Mirella Paglialunga

     

    di Laura Boccanera

    Il mondo della scuola dà l’addio a Franco De Anna, è morto ieri sera a 79 anni l’ex ispettore dell’ufficio scolastico regionale, da decenni legato alla consigliera ed ex dirigente scolastica Mirella Paglialunga.

    De Anna si è spento stamattina dopo una malattia con la quale ha convissuto per anni. Originario di Milano è stato un ispettore scolastico fino alla pensione, in servizio all’Ufficio scolastico regionale di Ancona, da qualche anno viveva assieme a Mirella Paglialunga a Civitanova. Un uomo e professionista stimato da tantissime persone nel mondo della scuola e molto conosciuto per la sua intelligenza brillante, l’ironia, la franchezza e schiettezza. Laureato in Scienze naturali è stato docente, responsabile sindacale nella Cgil prima all’ufficio studi economici della camera del lavoro di Milano fino alla segreteria nazionale del sindacato scuola Cgil nei primi anni 80. Ricercatore e poi direttore dell’Irrsae Lombardia fino al trasferimento nelle Marche nel 1999 come ispettore. Ma Franco De Anna è stato anche scrittore e autore di numerosi testi e pubblicazioni sulle politiche dell’istruzione e nel tempo libero un raffinato scultore. Scriveva ancora, nonostante la malattia, nel suo blog “asperaadastra”.

    Commovente il ricordo che la compagna Mirella Paglialunga, ex dirigente scolastica dell’istituto comprensivo via Tacito ha affidato ai social per salutarlo: «Avrebbe voluto salutare tutti gli amici, avrebbe voluto continuare a leggere, avrebbe voluto scrivere ancora di politica, di scuola, di società, avrebbe voluto amare chi lo ha amato,  abbracciare i nostri due cani, cucinare per noi, rivedere le sue colline, potare le sue rose, scolpire il legno del suo femmineo “terroso”, vedere i suoi ulivi dare frutto. Avrebbe voluto continuare ad essere vivo. – scrive Paglialunga – “Nulla andrà perduto” di ciò che Franco ha rappresentato nella scuola, nella società, per gli amici, per le persone che lo hanno stimato ed amato, per i mondi da lui curiosamente esplorati. “Nulla andrà perduto” dei significati che la sua vita e la sua morte terrena mi hanno donato. “Aspera ad astra” il motto che Franco ha scelto per il suo sito, è la mia speranza per lui».

    Franco De Anna sarà salutato domani alle 15 nella camera mortuaria dell’ospedale Santa Casa a Loreto. Lascia la compagna Mirella e la sorella Daniela.
  • La Form in concerto a Recanati
    con il violino di Mendelssohn
    e il pianoforte di Ravel

    La Form in concerto a Vienna

    Si chiama Il violino di Mendelssohn – Il pianoforte di Ravel il prossimo concerto della Form -Orchestra Filarmonica Marchigiana che si terrà, in collaborazione con Amat, al teatro Persiani di Recanati, venerdì 16 maggio, alle 21.

    Il pubblico potrà apprezzare le note di Mendelssohn, violinista di grande talento, apprezzato per la sua abilità tecnica e la sua capacità di interpretare la musica in modo espressivo e di Ravel. Sul palco due interpreti d’eccezione: il violinista Asi Matathias, talenti più celebrati della sua generazione e il pianista Lorenzo Di Bella, ultimo allievo del pianista russo Lazar Berman e direttore artistico di Civitanova ClassicaDirige Manuel Tévar, artista completo, versatile, in grado di affrontare qualsiasi repertorio alla maniera dei musicisti del passato.

    Il direttore d’orchestra Manuel Tévar

    Il programma inizia con Prelude a l’apres-midi d’un faune di Claude Debussy. «La trascrizione del brano qui proposta, realizzata dal compositore-arrangiatore inglese contemporaneo Iain Farrington per un organico cameristico – come si legge nel programma di sala del musicologo Cristiano Veroli -, sovrappone al colore strumentale impressionistico di Debussy un’affascinante velatura intimistica che tende a sospingere il sogno panico nei recessi più segreti della memoria». Si passa al Concerto in sol per pianoforte e orchestra di Maurice Ravel, «opera piena di luce e di allegria nella quale il compositore, ispirandosi al libero concertismo dialogante di Mozart, riesce mirabilmente a fondere tra loro, col disimpegno ludico del sommo artigiano, tutte le esperienze della sua vita artistica: dalla musica circense al jazz, al folklore basco, al classicismo fino allo stesso impressionismo».  Conclusione con il Concerto per violino e orchestra in mi min., Op. 64 di Felix Mendelssohn-Bartholdy, «tra le più ammirate ed eseguite della letteratura concertistica, che racchiude in sé gli elementi poetico-stilistici basilari del Romanticismo musicale – evidenzia Veroli».

    I biglietti, da 5 a 15 euro, sono acquistabili in biglietteria oppure online su vivaticket.com. Il concerto viene realizzato con la collaborazione di Roberto Valli Pianoforti.

  • Il libro di Bommarito e Di Stefano
    al Salone di Torino

    L’avvocato Giuseppe Bommarito

    Il libro “Notte di sangue – 18 maggio 1977: i tre conflitti a fuoco di Porto San Giorgio e Civitanova” dell’avvocato Giuseppe Bommarito e del generale Marco Di Stefano arriva al Salone del libro di Torino, inserito nel programma di eventi che si terrà nello stand della Regione Marche.

    Sabato 17 maggio, infatti, alle 18,30, i due autori (Di Stefano in collegamento dal Cile, dove attualmente si trova per motivi di lavoro) saranno animatori di un dibattito che illustrerà quanto avvenne in quella tragica e ormai lontana notte. Al dibattito parteciperà anche il generale Rosario Aiosa, che di quei tragici avvenimenti fu protagonista in prima persona e per il suo comportamento in quel frangente venne insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare.

    Il generale Marco Di Stefano

    «Nella tragica notte del 18 maggio 1977 – si legge nella quarta di copertina del libro – si consumarono nelle Marche, nelle città di Porto San Giorgio e Civitanova, tre violenti scontri a fuoco ai quali presero parte, nel volgere di circa quattro ore, dieci militari delle Compagnie dei carabinieri di Fermo e di Civitanova e sei pericolosissimi criminali, impropriamente definiti come la banda dei catanesi. Il bilancio, in termini di vite umane, fu impressionante: persero la vita due carabinieri e altri due rimasero gravemente feriti, mentre quattro malavitosi furono uccisi e gli ultimi due vennero arrestati e condannati. Si trattò (e ancora oggi è così) del più grave fatto criminale avvenuto nelle Marche a partire dal secondo dopoguerra. I fatti di cui sopra – prosegue la sintesi del testo -, che portarono alla concessione di ben tre Medaglie d’Oro al Valor Militare e di due Medaglie d’Argento al Valor Militare (circostanza verificatasi, per un unico fatto d’arme, solo in altri due casi e solo in tempo di guerra), sconvolsero letteralmente l’opinione pubblica a livello nazionale. Eppure, su questa tragica vicenda, nulla è stato mai scritto e oggi i giovani non ne sanno nulla e quelli che allora c’erano ormai ricordano solo in parte gli avvenimenti nella loro tragica sequenza. Questo libro serve quindi a ravvivare la memoria collettiva di quei terribili avvenimenti, memoria ancora necessaria come esercizio di coscienza e di conoscenza e a tutela della dignità e del sacrificio dei militari caduti».

  • Giochi, arte e dibattiti
    tra le vie del centro:
    torna il “Leolivefest”

    I laboratori per bambini

    Incontri, giochi, laboratori, dibattiti e musica arrivano con il “Leolivefest” al centro storico di Macerata. L’appuntamento con il festival ideato e organizzato dagli allievi e dalle allieve della scuola Studi superiore Giacomo Leopardi dell’Università di Macerata è sabato 17 maggio.

    Roberta Biagiarelli

    Dalle 9 alle 22,30, vie, piazze e spazi pubblici si animeranno con un fitto programma di attività per tutte le età: incontri, laboratori esperienziali, giochi, dibattiti, performance artistiche e musica. Il festival, coordinato dai docenti Carla Danani, direttrice della Scuola Leopardi, e Fabrizio d’Aniello, membro del Consiglio direttivo, è realizzato con la collaborazione organizzativa di Scarabò Ets con il patrocinio del comune di Macerata: un’occasione unica per vivere la città come luogo di formazione condivisa e divertimento intelligente, conoscere la Scuola Leopardi nonché le altre scuole superiori italiane coinvolte nel progetto Pnrr “Educating Future Citizens”.

    Le Rimmel

    L’accesso sarà gratuito e libero, fino ad esaurimento posti. Per informazioni è possibile consultare il sito scuolastudisuperiori.unimc.it o scrivere una email a associazionescarabo@gmail.com o scuolastudisuperiori@unimc.it.

    Tra gli appuntamenti della mattina: “Raccontare la guerra” al Social@b, ore 9, con la giornalista Azra Nuhefendic, lo scrittore Riccardo Michelucci e l’artista Roberta Biagiarelli. “Educativa di strada e rigenerazione urbana”, un laboratorio su arte e spazi pubblici con Tommaso Farina. Il “Gioco dell’oca letteraria” in piazza Battisti, e l’attività laboratoriale “Lavoro di senso, senso del lavoro” in piazza della Libertà. La caccia al tesoro cittadina guidata dallo storico Francesco Pirani, ore 11:30, e un workshop sul visual journalism con il giornalista Ansa Gianluigi Basilietti al Polo Pantaleoni.

    Il pomeriggio prosegue con attività per tutte le età: laboratori di traduzione e scrittura creativa con la scrittrice Stella Sacchini nella Galleria Scipione. “Dipingere la cura”, un laboratorio filosofico-artistico per bambini alla Biblioteca Mozzi Borgetti. Il laboratorio teatrale “Danilo Dolci e il dio delle zecche” con Teatro Rebis, e “Greenwashing”, per imparare a riconoscere le insidie del marketing ambientale. Alle 18 in piazza Vittorio Veneto, la finale del torneo di dibattito competitivo nazionale della Rete Italiana degli Allievi delle Scuole Superiori Universitarie, coordinato dagli studenti della Scuola Leopardi.

    In parallelo, il LeoLive Off coinvolgerà bambini, famiglie e passanti: il Circobus in piazza della Libertà (ore 10–13 e 15–19,30) porta in strada giochi e animazioni circensi con Vera Vù. I giochi in legno di Ludus in tabula lungo corso della Repubblica, per grandi e piccoli. Attività motorie per bambini dai 3 ai 7 anni in piazza Vittorio Veneto con la Ginnastica Virtus. Un laboratorio alla scoperta della cultura cinese con l’Istituto Confucio. Percorsi di espressione corporea e benessere con “Il gioiello dentro di me” al Centrale Ristorante.

    A chiudere la giornata, alle 21 in piazza della Libertà, il concerto delle Rimmel, gruppo tutto al femminile che coniuga ironia, talento e energia in una performance musicale coinvolgente. In caso di maltempo, lo spettacolo si terrà alla Loggia del Grano.

    Durante tutta la giornata, in piazza della Libertà sarà attivo uno stand orientativo della Scuola Leopardi, della rete Educating Future Citizens e dell’offerta didattica Unimc, per scoprire percorsi di studio e opportunità nazionali e internazionali.

  • «Rapina moto e bici,
    ferisce col coltello il proprietario»
    25enne assolto

    Entra in un garage e porta via una moto e una mountain bike, per scappare ferisce il proprietario ad una mano. Queste in sintesi le contestazioni con cui l’algerino Yahya Belkacem, 25 anni, era finito sotto accusa dal gup del tribunale di Macerata. Oggi è stato assolto dal giudice Daniela Bellesi «per non aver commesso il fatto». Al 25enne veniva contestata la rapina, le lesioni e il porto di arma fuori dall’abitazione.

    Il 23 marzo 2023, a Civitanova, secondo l’accusa (pm Francesco Carusi), l’imputato si sarebbe intrufolato all’interno del garage di un 40enne insieme a dei complici non identificati.
    Il proprietario lo aveva sorpreso mentre stava portando via la moto, una Yamaha Tenerè, e una bici, una Mtb Cannondale. A quel punto il 25enne avrebbe tirato fuori dal giubbotto un coltello con una lama di 10 circa centimetri. Prima, dice l’accusa, il 25enne avrebbe cercato di colpire il 40enne, poi c’era stata una colluttazione e nel corso di questa avrebbe ferito ad una mano il proprietario della moto (prognosi 10 giorni).

    L’avvocato Mauro Riccioni

    Il giovane era poi riuscito a scappare ed era stato rintracciato e denunciato ad aprile 2023 a Porto Sant’Elpidio dalla polizia.

    «Non ci sono prove evidenti che sia stato il mio assistito a compiere la rapina» ha detto l’avvocato Mauro Riccioni dopo l’assoluzione del 25enne.

    (A. Lu.)

    «Scoperto a rubare moto e bici, ferisce col coltello il proprietario» Sotto accusa un 25enne

    Accoltellato nel garage di casa: denunciato il rapinatore, era fuggito all’alt con la moto rubata

    Scopre il ladro e lo affronta, si prende una coltellata alla mano: rubate dal garage moto e bici

  • «Visso perde anche Intesa Sanpaolo,
    dove sono le istituzioni?»

    Sportello bancario di Visso

    Intesa Sanpaolo chiude lo sportello di Visso. Uno dei centri maceratesi più colpiti dal sisma del 2016 continua a perdere servizi, testimoniando il lento abbandono delle aree interne. A lanciare l’allarme è l’imprenditrice locale Loredana Remigi.

    «Le difficoltà si accumulano e l’ennesima chiusura sembra sancire un lento e inesorabile abbandono delle aree interne – dice Remigi -, svuotate non solo dalle persone, ma anche dai servizi essenziali che rendono possibile la vita quotidiana: banche, scuole, ambulatori. Questa scelta appare in aperta contraddizione con le politiche di rilancio delle aree terremotate e con la retorica della “ricostruzione partecipata”. Come si può parlare di ripartenza se i territori vengono privati dei presidi fondamentali per la gestione delle attività economiche e familiari?
    Dove sono le istituzioni? Di fronte a questa chiusura, ci si domanda quale sia stata la reazione delle amministrazioni di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera. Si sono attivate per cercare soluzioni e tutelare cittadini e imprese? Hanno aperto un dialogo con l’istituto bancario o con altri enti per garantire un’alternativa? Chi governa un territorio ha la responsabilità di rappresentare e difendere la propria comunità, soprattutto in situazioni critiche come questa».

    Un territorio che lotta, ma perde pezzi. Remigi, che ha già affrontato l’inagibilità del suo locale e del magazzino, si è scontrata con un altro ostacolo: «La mancata assegnazione di uno spazio commerciale, nonostante la presentazione di un regolare progetto per il bando del Comune. L’amministrazione ha scelto di procedere con un sorteggio, affidando tutte le strutture a un solo imprenditore. Un sistema incomprensibile e inaccettabile – dice Remigi –. Ho presentato denuncia alla Procura e alla Guardia di finanza, ma finora nessuno è intervenuto per correggere una palese irregolarità». Ora, una delle sue società è destinata a chiudere a giugno, mentre le altre rischiano di essere trasferite altrove: «Non si può restare in un territorio che non offre le condizioni minime per lavorare».

    La comunicazione della chiusura dello sportello bancario di Visso è per Remigi e per molti altri un segnale gravissimo. «Gestisce i conti legati al contributo del Decreto Sisma – rimarca l’imprenditrice -. In questa fase della ricostruzione, la sua chiusura è assurda. Ci stanno abbandonando nel silenzio generale». Ma ciò che preoccupa di più l’imprenditrice è l’assenza di reazione da parte delle istituzioni: «Né i Comuni, né la Regione Marche, né il commissario straordinario alla ricostruzione hanno preso posizione su questa vicenda. Chi resta in queste terre ci mette cuore, tempo e sacrifici. Ma ogni giorno perdiamo pezzi: attività, scuole, banche, servizi. Come possiamo parlare di ricostruzione se il territorio viene lentamente svuotato di ogni presidio vitale?»

    Loredana Remigi vuole così dar voce a un malessere diffuso, a una resistenza che rischia di spegnersi. E con lei, molti cittadini si chiedono: «Come si può sperare nella rinascita, se le istituzioni sono le prime a scomparire?».

  • La doppietta di De Cesare:
    «Un’impresa, come quella del 2022:
    ora la D, ma senza smantellare»

    Nicolò De Cesare con l’assessore Riccardo Sacchi

    di Mauro Giustozzi

    Due campionati vinti in due stagioni nell’arco di quattro anni, uno da calciatore l’altro da dirigente. Con la stessa squadra e lo stesso presidente. Se non è un record poco ci manca. Nicolò De Cesare sa come si vince e soprattutto come si festeggia con la maglia della Maceratese, che ha indossato da capitano nella stagione 2021/2022 che ha sancito la vittoria del campionato di Promozione e da direttore sportivo esordiente quest’anno con il successo nel torneo di Eccellenza.

    De Cesare da calciatore con la maglia della Rata

    In entrambi i percorsi, la Rata ha compiuto qualcosa di straordinario, riuscendo sempre a spuntarla nella volata finale testa a testa, come i cavalli di razza. «Se devo fare una similitudine tra i due campionati che ho vinto a Macerata – dice Nicolò De Cesare – è che si è trattato di annate tirate fino all’ultimo minuto e che sono state compiute due autentiche imprese, anche se ho avuto ruoli diversi. Quando arrivai alla Maceratese, nel dicembre del 2021, la squadra era in ritardo di 14 punti dal Chiesanuova eppure facemmo un’esaltante cavalcata vincente per me ancor più significativa perché avevo la fascia da capitano in quella squadra. Quest’anno sono tornato in biancorosso da dirigente, il club veniva da due noni posti consecutivi in Eccellenza, l’ambiente contestava, ebbene siamo riusciti a ricostruire un qualcosa di importante ed esaltante alla fine con la vittoria allo spareggio ai calci di rigore. Successi in entrambi i casi arrivati nel finale e sono queste le vittorie più belle perché non c’è mai nulla di scontato e non è stato facile agguantare queste due promozioni. Quest’anno abbiamo avuto qualche momento di flessione in un percorso in cui la squadra è stata sempre costante e continua e ce la siamo meritata assieme ai nostri fantastici tifosi».

    La festa a Del Conero

    Due Maceratese diverse quelle vincenti targate De Cesare, ma con uno spirito che ha molto in comune tra la squadra di Sauro Trillini e quella di Matteo Possanzini. «Il punto che accomuna queste due imprese sta nel fatto che i successi si raggiungono quando tutti remano dalla stessa parte – sottolinea il diesse biancorosso – in queste due annate vincenti si è sempre creata quell’armonia e quella magia che ti porta poi a vincere: tutte le componenti hanno lavorato in un’unica direzione, i giocatori si sono sacrificati per raggiungere questo obiettivo ed hanno avuto il supporto di tutto l’ambiente. La cosa che ho sempre detto anche al presidente Crocioni è quella di inculcare il senso di appartenenza alla Maceratese, di rendersi utile per il club e sotto questo aspetto sono stato un vero e proprio martello. Essere un tutt’uno tra società, dirigenti, staff tecnico e calciatori alla fine ha fatto la differenza».

    La festa in piazza a Macerata

    Per la Rata ieri ultimo allenamento della stagione ma il rompete le righe definitivo giungerà venerdì, quando la squadra si ritroverà a cena per un ultimo saluto per poi fare festa e brindare ancora alla vittoria del campionato.

    Dopo si volterà pagina perché c’è una Serie D conquistata che incombe tra la gioia di essere tornati sul palcoscenico nazionale e la determinazione a costruire una squadra che possa consolidarsi in questa categoria. Come hanno fatto negli ultimi anni Fossombrone e Castelfidardo, ma anche ricordando, come insegnamento da non seguire, i molti errori commessi dai “cugini” della Civitanovese retrocessi dopo un solo anno perché il divario tecnico e di qualità tra le due categorie, in particolare nel girone F dove ci saranno sette marchigiane, è davvero notevole. «Il livello si alza di parecchio in serie D – afferma De Cesare – ti confronti con altre realtà importanti, dimensioni di città simili alla tua, altri stadi, altre tifoserie abituate anche a categorie superiori. Insomma un altro mondo rispetto a quello dell’Eccellenza regionale. Bisogna che la Maceratese si attrezzi, alzi il livello di ogni componente: dall’organizzazione societaria al marketing, ovviamente anche la squadra dovrà essere attrezzata per questo impatto con una categoria molto impegnativa. Toccherà alla proprietà dare le linee guida sulla nuova squadra e sugli obiettivi da perseguire: personalmente sono dell’avviso che questo organico non debba essere smantellato, come avvenne l’anno dopo il successo in Promozione, amo la continuità del progetto che può ripartire da una base solida, anche se è ovvio che poi serviranno innesti di categoria per poter farci valere anche in D».

    Sulla validità del lavoro svolto da Nicolò De Cesare, prima con gli scarpini e oggi dietro la scrivania da dirigente, si è espresso anche il presidente della Maceratese. «Con lui ho vinto due campionati – ha detto Alberto Crocioni – De Cesare si è sempre confermato un ragazzo molto preparato, l’ha dimostrato prima in mezzo al campo e adesso come diesse. Assieme al direttore generale Serangeli ha costituito una coppia vincente per noi».

    La Maceratese premiata in Comune: «La promozione un orgoglio per la città»

    Maceratese in D, i protagonisti: «Che gioia, riportato entusiasmo nei tifosi» La festa al Del Conero (Foto)

    Maceratese in D, festa in piazza: calciatori e staff accolti in Comune (Foto/Video)

    Di nuovo in D dieci anni dopo: la Maceratese fuori dal Purgatorio

    La Maceratese è in Serie D Spareggio vinto ai calci di rigore

  • Il cuore della musica a Castelraimondo:
    dopo Enrico Ruggeri
    arrivano i Tiromancino

    Federico Zampaglione (foto d’archivio)

    Il cuore della musica batte a Castelraimondo. Dopo il grande successo di Enrico Ruggeri, l’11 giugno saliranno sul palco del Lanciano Forum i Tiromancino con la loro data zero del tour. 

    La band è guidata da Federico Zampaglione, fondato nel 1989. La loro musica è improntata alla commistione tra forma canzone e, rispetto alla musica leggera italiana, ricerca di sonorità non convenzionali, che toccano il rock alternativo, l’elettronica e il folk.

    I biglietti sono già disponibili online sul sito Ciaotickets (clicca qui) e hanno un costo di 15 euro (prevendita compresa). È possibile inoltre acquistarli anche a Castelraimondo, alla tabaccheria Valeria Cerqueti in Corso Italia.

    Debutta il tour di Enrico Ruggeri, Lanciano Forum gremito

  • Premio Asimov, 600 studenti a Unicam:
    successo per la finale regionale (Video)

    (foto e video di Federico De Marco)

    Ancora un successo per la finale regionale del Premio Asimov per l’editoria scientifica divulgativa, nato per avvicinare il mondo della scienza e quello della scuola. Ideato dal fisico Francesco Vissani che ne è anche il coordinatore, istituito grazie alla collaborazione tra il Gssi (Gran Sasso Science Institute) e l’Infn (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), con la collaborazione di varie Università e istituti di ricerca, il Premio si avvale di una giuria composta da migliaia di studenti e studentesse di scuola superiore, che sceglie il miglior libro di cultura o divulgazione scientifica pubblicato negli ultimi due anni in Italia. Ieri pomeriggio si sono svolte le premiazioni a Unicam.

    David Vitali, coordinatore Premio Asimov Regione Marche, Graziano Leoni, rettore Unicam e Claudio Pettinari presidente Nqsti

    Unicam ha aderito da diversi anni con entusiasmo ed è diventata coordinatore regionale dell’iniziativa; la sezione di Fisica della Scuola di Scienze e Tecnologie, in particolare, ha organizzato e coordinato dunque le attività per la Regione Marche, che quest’anno hanno coinvolto oltre 600 studentesse e studenti di venti scuole superiori della Regione:

    Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Macerata, Liceo “G. Leopardi” di Macerata, Polo Scolastico 2 “Torelli” di Fano, Liceo Statale “Enrico Medi” di Senigallia, Liceo Scientifico “T.C. Onesti” di Fermo, Istituto Tecnico ed Economico “Bramante” di Genga, Liceo scientifico e delle scienze umane “Laurana-Baldi” di Urbino, IIS “Orsini Licini” di Ascoli Piceno, Liceo Scientifico “Vito Volterra” di Fabriano, ITIS “E. Mattei” di Urbino, I.O. “Montefeltro” – Liceo Scientifico “Vannucci” di Sassocorvaro, Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Jesi, IIS “Laeng-Meucci” di Castelfidardo, ITT “G. e M. Montani” di Fermo, IIS “VARANO – ANTINORI” di Camerino, IIS “Galilei” di Jesi, Liceo Scientifico “Marconi” di Pesaro, IIS “F. Filelfo” di Tolentino, Istituto di Istruzione Superiore “Leonardo da Vinci” di Civitanova Marche, Liceo Scientifico “G. Galilei” di Ancona.

    Anche quest’anno con Unicam ha collaborato la Fondazione Occhialini di Fossombrone, che promuove attività per incrementare la conoscenza della Fisica e della Scienza in generale.
    L’evento finale per la Regione Marche ha quindi visto la premiazione delle migliori recensioni delle studentesse e degli studenti marchigiani partecipanti, recensioni dei cinque libri finalisti del Premio Asimov: “Più in alto degli Dèi. L’ingegneria dell’uomo prossimo venturo” di Marco Crescenzi, “Nonostante tutto. La mia vita nella scienza” di Katalin Karikò, “Sottocorteccia. Un viaggio tra i boschi che cambiano” di Pietro Lacasella e Luigi Torreggiani, “Quanti? Tanti! Le potenze di dieci e la potenza delle domande” di Sandra Lucente, “Il sesso è (quasi) tutto. Evoluzione, diversità e medicina di genere” di Antonella Viola.

    L’evento finale si è aperto con i saluti del Rettore Unicam Graziano Leoni, del prof. Vissani, del prof. David Vitali, direttore della Scuola di Scienze e Tecnologie e coordinatore del premio per le Marche e del prof. Claudio Pettinari, presidente Nqsti, consorzio nazionale sulle scienze e tecnologie quantistiche.

    Claudio Pettinari

    E’ stata poi la volta della presentazione delle migliori recensioni dei cinque libri finalisti nazionali del Premio redatte dalle studentesse e dagli studenti, che sono stati poi premiati.

    La decima edizione del Premio Asimov per l’editoria scientifica divulgativa si concluderà con la finale nazionale in programma il prossimo 15 maggio.

    A seguire tutti i premiati:    

  • Ha un malore mentre fa footing:
    muore Giorgio Bartolucci,
    imprenditore e zio di Tamberi

    Giorgio Bartolucci

    Tragedia nella serata a Sirolo.
    Erano circa le 21 quando Giorgio Bartolucci, imprenditore 61enne di Camerano, stando a quanto emerso, era impegnato in una camminata veloce in compagnia.
    Ad un tratto però, in zona Coppo, nei pressi di via Ancarano, ha accusato una fitta al petto e si è accasciato, perdendo poi i sensi.

    Il compagno di footing che si trovava con lui, ha subito chiamato il 112 facendo scattare l’emergenza e intervenire sul posto l’automedica del 118 con l’ambulanza della Croce Bianca di Numana.
    L’uomo è stato massaggiato e defibrillato per oltre mezz’ora. Purtroppo però, per lui non c’è stato nulla da fare se non constatare successivamente il decesso.
    Sul posto sono intervenute anche le forze dell’ordine.

    Giorgio Bartolucci, titolare della Bartolucci Fixing System Srl, aveva compiuto gli anni appena lo scorso aprile ed era lo zio del campione olimpico Gianmarco Tamberi.

    al. big.

    (Ultimo aggiornamento delle 7.45)