
di Francesca Marsili
E’ morto don Salvatore Sicignano, coordinatore dell’Unità pastorale di Belforte, Caldarola e Cessapalombo. Si è spento questa notte, a 59 anni, all’ospedale regionale Torrette di Ancona a causa di un peggioramento delle sue condizioni di salute.
Originario di Fiuminata, aveva vissuto molti anni in missione: prima in Albania e poi a Panama, ed era rientrato in Italia tre anni fa, nel 2022, quando era stato nominato parroco di Belforte. Grande il suo impegno verso i poveri e i rifugiati. Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina aveva organizzato la macchina dell’accoglienza: attraverso la Diocesi, il comune di Belforte, volontari, associazioni e imprese, aveva trasformato i locali della parrocchia di San Pietro Apostolo in una casa con ventisei posti letto e cinque culle per accogliere donne e bambini ucraini in fuga.
Il sacerdone è morto in seguito ad una malattia che da dicembre scorso è andata via via peggiorando costringendolo a sottoporsi a continue terapie all’ospedale regionale, dove alle due di questa notte è morto.
Accanto a lui fino all’ultimo l’ex sindaco di Caldarola, Luca Maria Giuseppetti, che lo ha sempre accompagnato nel percorso di cura e che oggi, nel giorno della sua scomparsa, lo ricorda con affetto e commozione. «Quando è arrivato io ero ancora sindaco e lì è nata un’amicizia. Il suo primo obiettivo era quello di riunire la comunità, soprattutto quella di Belforte, Caldarola e Cessapalombo, e aveva fatto un buon lavoro, la strada intrapresa era quella giusta. Don Salvatore aveva un cuore sensibile e un carattere tenace – ricorda Giuseppetti -, quando si metteva in testa una cosa era difficile fargli cambiare idea. Spronava tutti a fare meglio, esortava i giovani ad aprirsi e a frequentare la chiesa. Il suo pensiero era sempre rivolto a loro, ad aggregarli e farli crescere insieme. Ma era attento anche agli anziani, che non venissero lasciati soli». Lo parrocchia di Caldarola annuncia la sua scomparsa con il messaggio dell’arcivescovo di Camerino Francesco Massara: «Con grande dolore annuncio che questa notte all’1,45 è salito in cielo don Salvatore. Dopo una vita di servizio alla chiesa e di sofferenza nella malattia il Signore lo ha accolto nelle sue braccia. Preghiamo per lui e sicuramente dal paradiso pregherà per ognuno di noi».
Cordoglio anche dal Comune di Belforte, guidato dal sindaco Alessio Vita: «L’intera amministrazione si unisce al dolore della comunità per la perdita del parroco, punto di riferimento spirituale e umano per tanti cittadini. Alla famiglia e ai suoi cari vanno il nostro pensiero e la nostra vicinanza». Un ricordo, attraverso un post sui social, arriva anche dall’ex sindaco di Belforte, Roberto Paoloni: «Gli uomini veri non si nascondono, stanno in mezzo la gente, dicono quello che pensano, difendono i più deboli, stanno dalla parte degli ultimi, si occupano di tuttie non vivono per piacere agli altri. Gli uomini giusti e onesti non sono simpatici a prescindere ma pensano che il bene di una comunità valga più del proprio.Voglio esprimere il mio profondo dolore per la perdita del nostro sacerdote Don Salvatore, che non dimenticherò mai di ringraziare per avere creduto sempre nei giovani di Belforte, dando loro responsabilità e fiducia. È stato un parroco forte e deciso che ha cercato di cambiare alcune regole di questa nostra piccola comunità, soprattutto quella legge non scritta ma alquanto limitante: del si è sempre fatto così. Ha provato a cambiarci senza cambiare se stesso in piena coerenza con il suo essere cristiano prima che prete». Lascia due fratelli: Stefano e Lino, che nelle prossime ore insieme all’arcivescovo Massara decideranno luogo e data del funerale.
Lascia un commento